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Banche, il governo ha fiducia in Bankitalia e Consob

Banche, il governo ha fiducia in Bankitalia e Consob

Nella vicenda delle quattro banche salvate (Banca Marche, Banca Etruria , CariChieti e CariFerrara) dal fallimento dal decreto del governo, l’esecutivo ha piena fiducia nell’operato sia di Banca d’Italia sia della Consob, anche se i singoli casi andranno verificati.

“Le istituzioni sono solide e forti. Il governo ha piena fiducia in Banca d’Italia e in Consob”, ha sottolineato stamani il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a Radio anch’io sulla vicenda dei risparmiatori danneggiati dal salvataggio delle quattro banche.

Il ministro ha ammesso che ci sono state alcune responsabilità, anche nel sistema bancario, che vanno accertate “caso per caso”, ma ha assicurato che le istituzioni del sistema “rimangono solide e nessuno scarica barile su nessun altro”, ha aggiunto.

Né va messa in discussione l’attività di vigilanza e di sorveglianza nelle rispettive competenze di Consob e Banca d’Italia. Se ci sono stati casi individuali “li verificheremo, però va verificato. Non si può imbrattare la solidità di un sistema istituzionale semplicemente per una mania dello scarica barile. Va verificata caso per caso un’eventuale carenza istituzionale operativa del settore privato e di chi altro”, ha spiegato il ministro dell’Economia.

Ora la prima preoccupazione del governo è “salvaguardare le persone più deboli sia dal punto di vista della conoscenza dell’oggettiva conoscenza del rischio a cui andavano incontro sia dal punto di vista patrimoniale”. E’ però ancora presto per parlare di soglie. E’ una questione complessa, “bisogna mettere in moto un meccanismo arbitrale, cosa che faremo”, ha aggiunto Padoan. L’unico numero su cui il governo è sicuro è che ci sono 100 milioni di euro che arriveranno dal sistema bancario per il fondo di solidarietà.

“L’elemento risarcitorio”, ha chiarito ancora il titolare di Via XX settembre, “ha a che fare con l’identificazione dell’eventuale colpa da parte di chi ha indotto a investire delle persone fisiche in investimenti che non corrispondevano al profilo di rischio per investimenti in titoli obbligazionari subordinati, che avevano un rendimento elevato quando sono stati collocati e a cui corrispondeva rischio elevato. Nel frattempo, sono poi cambiate le regole europee e questo rischio è diventato più acceso”.

Secondo le ultime indiscrezioni, il governo sta lavorando a uno schema di rimborsi che dia la priorità ai pensionati e ai piccoli risparmiatori che abbiano perso tutto o quasi. Ieri il Mef ha comunicato che i clienti delle quattro banche salvate che detengono bond subordinati sono circa l’1% del totale (10.559 su quasi un milione) per un controvalore complessivo di 329,2 milioni di euro con profili molto diversificati (il totale delle obbligazioni subordinate emesse dalle quattro banche ammonta a 768 milioni).

“Il fenomeno è acuto ma fortunatamente molto più circoscritto”, ha osservato Roberto Nicastro, presidente delle quattro nuove banche nate dal salvataggio. “Stiamo facendo una ricognizione del fenomeno e metà del collocamento è stato fatto con istituzionali e quindi non risparmiatori”. Per quanto riguarda i risparmiatori, Nicastro ha indicato che sono emersi circa un migliaio di casi molti delicati e altri 8mila casi di risparmiatori con un problema che sta tra l’1% e il 29% del loro patrimonio presso la banca e altri casi intermedi.

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