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Salvataggi banche, l’Ue appoggia il piano per risarcire i bondholder

Salvataggi banche, l’Ue appoggia il piano per risarcire i bondholder

La Commissione europea ha detto di sostenere il piano del governo italiano per risarcire gli investitori privati delle quattro banche italiane salvate: Banca Marche, Banca Etruria , Cassa di risparmio di Chieti e Cassa di risparmio di Ferrara. Secondo l’Ue, infatti, a questi investitori potrebbero essere state vendute in modo non appropriato le obbligazioni subordinate.

“Naturalmente sosteniamo l’intenzione del governo italiano, che consentirà ai clienti di chiedere un risarcimento nel caso che siano avvenute vendite inappropriate di obbligazioni”, ha dichiarato un portavoce della Commissione nel corso del briefing con la stampa.

La proposta del governo, in forma di emendamento alla legge di stabilità, riguarda l’attivazione di un fondo da 100 milioni per compensare, in parte, alcuni dei circa 10.500 titolari di obbligazioni subordinate delle quattro banche, azzerate assieme alle azioni delle stesse nell’ambito del piano di salvataggio che ha permesso l’uso del Fondo di risoluzione per 3,6 miliardi.

Era dagli anni 30 che gli obbligazionisti bancari italiani non perdevano tutto. Ad accendere ancor di più le proteste dei risparmiatori e a sollevare domande su quanto siano stati resi consapevoli dei rischi i risparmiatori a cui sono state vendute queste obbligazioni, ha contribuito il suicidio di un pensionato di Civitavecchia che aveva perso 110 mila euro.

Sul tema si è espresso oggi anche l’ad di Banca Popolare Emilia Romagna , Alessandro Vandelli, secondo il quale l’impatto di una eventuale limitazione delle vendite di prodotti obbligazionari subordinati agli sportelli (come chiesto dal direttore della Banca d’Italia, Salvatore Rossi) sarebbe limitato.

“Le condizioni che oggi vengono praticate per le obbligazioni subordinate sul mercato retail e sul mercato wholesale si stanno progressivamente allineando”, ha spiegato il top manager a margine del convegno di Prometeia a Bologna. “Dico solo che a volte ci sono dei clienti che chiedono di poter avere obbligazioni subordinate perché queste danno un extra rendimento al quale a volte in alcune circostanze sono interessati”, ha precisato.

Un aspetto sul quale, invece, è possibile lavorare secondo Vandelli è quello delle informazioni fornite da parte delle banche ai proprio clienti sui tipi di investimento possibili. “Si possono sempre migliorare”, ha garantito il banchiere, precisando tuttavia che “uno che compra azioni deve essere consapevole di ciò che sta comprando”.

“Credo che l’informazione si possa sempre migliorare e si possa operare perché sia efficace, corretta e completa”, ha spiegato. “Quindi credo che si debba andare in questa direzione. Personalmente ritengo che le banche le informazioni le diano ma quando c’è qualcuno che viene colpito da un provvedimento così importante che determina una perdita è chiaro che è abbastanza spontaneo dire di non essere stato sempre informato adeguatamente”, ha aggiunto, senza però escludere che a volte possa anche essere successo.

In questa fase, tuttavia, per l’ad di Bper è troppo presto per valutare un potenziale acquisto delle quattro banche salvate dal governo dopo il crack. “Adesso è troppo presto, inoltre non le conosco in termini di numeri e di caratteristiche”, ha puntualizzato il top manager. “Dopo un periodo di commissariamento così lungo è importante capire le cose prima di poter esprimere un interesse”.

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